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LEI XUE, Il fascino eterno della porcellana

La rilettura dei medium della tradizione è uno degli strumenti più diffusi nelle pratiche contemporanee. Attraverso i linguaggi che appartengono alle radici culturali di un’area geografica specifica, gli artisti raccontano la propria evoluzione o ne adottano le pratiche per creare forti metafore sulla condizione attuale.
È il caso delle opere dell’artista cinese Lei Xue (Quigdao, 1989).

Lei Xue, gli inizi

Dopo aver studiato pittura, si trasferisce in Germania dove frequenta la Kunsthochschule di Kassel studiando con l’artista Urs Lüthi. Di questo primo periodo è il cortometraggio animato Moment by moment (2006).
Come nel cortometraggio, anche nei lavori successivi emerge il bisogno del confronto tra la terra di origine, la provincia di Shandong, ex colonia tedesca, e la Germania, espressione del binomio Occidente-Oriente.

Lei Xue, la porcellana

Nasce così l’interesse per la porcellana dipinta, in cui Lei Xue rilegge le forme e gli stili delle dinastie Ming e Yuan, rappresentando per contrapposizione figure profondamente pop, come i paperi Disney e i personaggi dei Looney Tunes, o oggetti del quotidiano.
È il caso della serie Drinking Tea, oggetti della vita comune realizzati in porcellana e decorati a pittura blu. Nascono così le lattine schiacciate: vuoti a perdere di una società che produce rifiuti in serie, in cui l’oggetto di tutti i giorni ha una vita effimera e consumata la sua funzione di packaging, termina la sua vita.
Le Drinking Tea sono disposte in un ordine spaziale che ricorda la cerimonia del té, che invece rimanda alla ritualità del processo di consumo delle bevande: un momento di vicinanza e arricchimento spirituale, che riporta all’importanza che la tradizione può avere nella vita di tutti i giorni.

Immagine: Lei Xue, Drinking Tea (2001-2003), courtesy galerie Winter, Vienna

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