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Michael Sailstorfer e la sua arte sospesa

Uno dei più interessanti protagonisti dello scenario artistico contemporaneo tedesco è Michael Sailstorfer, classe 1979, originario della città bavarese di Velden e residente a Berlino.

Nella sua formazione, iniziata alla fine degli anni Novanta, Sailstorfer si è confrontato con differenti modalità e approcci estetici, completando il percorso di studi della Akademie der Bildenden Künste di Monaco di Baviera al Goldsmiths College di Londra e nelle residenze internazionali per artisti di Los Angeles e Oslo.

Vincitore del premio Vattenfall Contemporary 2012, Sailstorfer ragiona sul concetto di scultura, operando una sua attualizzazione attraverso la rilettura dei suoi canoni, dai più storici ai più odierni.
Sculture in metallo, legno, pietra, installazioni sonore, performance, fotografie e video: attraverso l’uso di linguaggi differenti, Sailstorfer rilegge e costruisce legami inconsueti tra gli oggetti e le pratiche del quotidiano, le azioni dell’uomo e le tracce che esse lasciano nel contesto urbano e naturale.
Una delle opere più note in questo senso è la grande installazione Forst (2012), in cui cinque alberi sono appesi con le radici in aria e la chioma rivolta verso il basso all’interno di uno spazio espositivo neutro, un “white cube” in cui la presenza degli elementi naturali è straniante quanto utopica e poetica. Evoluzioni di questo emblematico rapporto con l’ambiente naturale sono presenti nelle opere realizzate nell’ultimo biennio e presentate in diverse mostre tra Europa e Stati Uniti.

L’attenzione agli elementi sospesi e alle forze fisiche e naturali è al centro della recente installazione Wolken, Biel, realizzata nel 2015: in essa l’artista prende spunto dalle nuvole, traducendone le forme in pneumatici di camion e veicoli di trasporto industriali. Da queste forme deriva la performance Silver Cloud dello scorso maggio a Berlino: un nodo di pneumatici in acciaio, sospeso a 25 metri di altezza da una gru, viene lasciato cadere sull’asfalto sottostante. Sospese al soffitto e incombenti nella loro essenza leggera e allo stesso tempo pesante, le grandi conformazioni nodose rimandano a un ampio spettro di significati, dal cielo plumbeo alla rinascita dei materiali, in un gioco continuo di contrapposizioni fisiche e sensoriali.

Immagine:
Silver Cloud, 28 maggio 2016, courtesy l’artista e COS

Gallerie di riferimento:
Koenig Galerie, Berlino www.koeniggalerie.com
Galerie Perrotin, Parigi www.perrotin.com

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