Sharingallery

Marina Abramovich e la sublime arte dell’autobiografia

Conoscere il lavoro di un artista implica anche conoscerne per sommi capi la biografia. Dalle agiografie vicine al mito di Giotto con la sua O perfetta, alle avventurose scazzottate di Caravaggio, la vita dell’artista è da oltre se secoli uno dei modi più diffusi per imparare qualcosa di più sull’autore che si ha di fronte.

La regola del “dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei” oggi più che mai serve come una mappa intergalattica per comprendere almeno il punto di partenza dello scenario artistico globale: il recupero, la rilettura, la ricostruzione, l’affermazione, il rifiuto delle radici sono parte del processo creativo, con una consapevolezza maggiore che in passato.
La fonte principale di queste informazioni è proprio l’artista: talks, incontri, video interviste sono gli srumenti più usati per trasmettere il senso della propria ricerca. Insieme alla più tradizionale autobiografia, formula accattivante se l’autore è un grande nome dello scenario internazionale.

Così pochi mesi fa esce Attraversare i muri. Un’autobiografia, che racconta la vita dell’artista Marina Abramovich, con ogni probabilità la più nota performer vivente.
Sono pagine intense, che ripercorrono l’educazione familiare, la crescita e l’arrivo alla produzione artistica, introdotte da un decalogo in stile statement concettuale, che espone in poche righe e nessun verbo la ricerca di una vita intera:

Art Vital
Nessuna dimora stabile.
Movimento permanente.
Contatto diretto.
Relazione locale.
Autoselezione.
Superare i limiti.
Correre rischi.
Energia mobile.
Nessuna prova.
Nessun finale prestabilito.
Nessuna replica.
Vulnerabilità estesa.
Esposizione al caso.
Reazioni primarie

Oltre le nozioni biografiche più o meno note, Marina Abramovich ha messo le sue regole nero su bianco, chiare per tutti. Non condivisibili da ciascuno, ma inequivocabili.

©2017 CULT S.r.l.s.| CONDIZIONI DI UTILIZZO COOKIE PRIVACY POLICY CONDIZIONI DI VENDITA