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LORIS GRÉAUD: Venezia dal mare

E’ appena iniziata la Biennale di Venezia 2017. E questo è l’anno felix, la magica congiunzione astrale che si verifica ogni dieci anni: Biennale + Documenta a Kassel (e Atene) + Skulptur Projecte a Münster (https://www.skulptur-projekte.de). Un modo molto pratico per comprendere l’evoluzione di un decennio d’arte internazionale.
È il gran tour del contemporaneo.

Invece di partire dal gran tour veneziano dei Giardini e dell’Arsenale, meglio partire dal Murano.
A Murano ci sono le grandi vetrerie. Un tempo furono costrette a essere confinate sull’isoletta della laguna per mantenere segreta la ricetta della lavorazione del vetro. Ora l’economia veneziana è cambiata e molte vetrerie sono chiuse da tempo, come la fornace Campollieto della Pescheria.

Da quando l’artista francese Loris Gréaud è arrivato a Murano un nuovo vetro è tornato ad abitare lo spazio. Nato dalla sabbia della clessidra, è un tentativo che sa di alchimia e di sono ad occhi aperti. Con Unplayed Notes FactoryGlasstress Gréaud propone un viaggio nel tempo: non semplicemente all’indietro, ma in un passato diverso, una specie di linea parallela.
Straniante e atemporale, l’installazione Cellar Door presentata tra il 2007 e il 2008 a Londra, Parigi e (in versione ridotta) a Torino. L’odore di Marte e l’aspetto di una terra senza traccia umana in Cellar door riprendono alcuni elementi-chiave della fantascienza, non rivelando tuttavia nulla. Una porta che dà verso nuovi mondi, l’aria e l’odore di questi luoghi, un ipotetico visitatore.

 

Loris Gréaud
Unplayed Notes Factory
a cura di Nicolas Bourriaud
Murano – Biennale di Venezia 2017
(http://theunplayednotesfactory.com/)

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