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Ivan Moudov, giocare a guardie e ladri

Ivan Moudov (1975, Sofia) lavora attraverso una delle pratiche più interessanti e controverse della storia dell’arte: l’appropriazione. Scritto in questo modo – e nel 2016 – sembra qualcosa di assodato, digerito e metabolizzato: come diceva già Picasso “i grandi artisti rubano”, e come ha dimostrato Duchamp gli artisti si appropriano di qualcosa che esiste già, e lo trasformano, facendolo proprio.

Ivan Moudov ha appreso con entrambe le lezioni, lavorando sul concetto di appartenenza e individualità, e mettendo in atto azioni complesse, al limite del legale. Spesso anche ben oltre quel limite.

Ivan Moudov, tra il 2001 e il 2003

Veste i panni del poliziotto e scende in strada a regolare il traffico, contravvenendo a un certo numero di leggi, e testando la reazione degli automobilisti alle sue istanze.
Negli stessi anni inizia un’altra operazione tra l’illecito e il dadaista: con Fragments Box costruisce una collezione di porzioni di opere d’arte prelevate dalle esposizioni dei musei internazionali, per dare vita a un museo portatile. Azione che si traduce da una parte in un danneggiamento, anche se invisibile e impercepibile delle opere coinvolte, e nella generazione di una riflessione sul concetto di feticcio: portarsi a casa una porzione di una installazione non ci rende proprietari di essa né ci fornisce una esperienza estetica.

Ivan Moudov, dal 2015 alla metà del 2016

partecipa alla residenza per artisti della Tobačna 001 CC di Ljubljana, dove ha preso forma il suo ultimo progetto: Certificate of autenticity, un compendio di azione performativa, object trouvé e arte processuale con la partecipazione del pubblico. Nel giro di un anno realizza ed espone i fogli di quello che è appena diventato un libro d’artista, chiedendo ai presenti di prendere parte alla creazione di certificati di autenticità.

Ivan Moudov, il suo pensiero

L’arista bulgaro insegue una tautologia: le opere sono originali per definizione, poiché sono realizzate nel corso stesso della loro esposizione, e sono contemporaneamente oggetto artistico e certificato, secondo una prassi di critica del sistema di accreditamento dell’opera d’arte contemporanea, propria dell’artista bulgaro.

Sottolineando le strategie dell’arte e rendendole evidenti attraverso azioni e interventi imprevedibili e sovversive, Ivan Moudov ci mostra i limiti del sistema del contemporaneo, giocando con ironia a fare la guardia e anche il ladro.

 

IVAN MOUDOV
Certificate of autenticity
courtesy Tobačna 001 Cultural Centre, Ljubljana

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