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Essere Hans Ulrich Obrist

Essere Hans Ulrich Obrist, come “Essere John Malkovich”.
Nell’incredibile pellicola uscita ormai qualche anno fa, in un mondo surreale un giovane squattrinato scopriva una porta attraverso cui entrare dentro il celebre attore statunitense, John Malkovich, e decideva di trasformare questo accesso in un business, vendendo la possibilità di essere Malkovich per 15 minuti. Ecco, essere Hans Ulrich Obrist, esattamente come nel film, sarebbe il sogno di ogni critico d’arte.

Negli ultimi vent’anni Hans Ulrich Obrist ha praticato la critica d’arte producendo strumenti per approfondire e comprendere la sfera del contemporaneo.
Cura mostre, dirige la Serpentine Gallery di Londra, pubblica testi imprescindibili.

Hans Ulrich Obrist e l’ Interview Project

È l’ideatore dell’Interview Project, una collezione di interviste ad artisti, creativi e figure centrali dell’arte contemporanea, basata sul dialogo personale e sull’idea che i colloqui possano essere la modalità più diretta per comprendere il lavoro e le ricerche degli artisti e lo scenario contemporaneo.

Prendendo spunto dalle celebri interviste realizzate da Pierre Cabanne a Marcel Duchamp e da David Sylvester a Francis Bacon negli anni Sessanta, Obrist ha dato vita a un progetto di raccolta e archiviazione di lunghe conversazioni con gli artisti, registrate e poi edite a partire dal 1996, inizialmente da Artforum e poi nella collana The Conversation series. Tra i dialoganti ci sono Olafur Eliasson ad esempio, Marina Abramovich, Jeff Koons.

The age of Earthquakes: a guide to extreme present

Obrist è anche coautore del testo The age of Earthquakes: a guide to extreme present (in Italia non è ancora stato tradotto): un manuale con tanto di dizionario per i contemporanei, per capire non solo l’arte, ma anche le rapidissime variazioni della nostra attuale società.

Un esempio? Il sostantivo Occession.
Ovvero “il processo attraverso il quale l’Occidente rinuncia alla pretesa di avere l’esclusiva nel raggiungere l’illuminazione in tutti i settori.
Implicito in occession è il presupposto che il tradizionale approccio occidentale alla creazione delle idee basato sulla teoria laicista abbia forse fatto il suo corso, o stia scontrandosi contro un muro invalicabile. Invece questo muro potrebbe essere superabile”. In italiano, Occession potrebbe essere reso come Oc-cessione, la resa del concetto del primato occidentale.

Un altro neologismo, senza dubbio uno dei più belli, è Smupid.
Crasi tra smart e stupid, è definito come lo stato mentale in cui riconosciamo che, in quanto individui, non siamo mai stati così intelligenti e tuttavia, in qualche modo, non ci siamo mai sentiti più stupidi. E la spiegazione è abbastanza semplice: le persone sono oggi molto più consapevoli di tutte le informazioni che non conoscono di quanto non lo siano mai state.
Da leggere:
Hans Ulrich Obrist, Douglas Coupland, Shumon Basar, The Age of Earthquakes: A Guide to the Extreme Present, Penguin, 2015

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